Al centro del CAV c'è la donna! Noi sappiamo bene quanto, durante la gravidanza, ha bisogno di vicinanza, di sostegno e di protezione. Purtroppo talvolta viene lasciata sola o, peggio, a causa della sua decisione di far nascere il suo bambino, diventa vittima di violenza sia fisica che psicologica. Di questo si parlerà venerdì 5 maggio nella sala consiliare a Cagliari.
Sono pochissime quelle che trovano il coraggio di denunciare. Il CAV svolgendo la sua attività è riuscito a captare segnali di violenza difficli da identificare. Saranno presentati alcuni casi affrontati salvaguardando l'anonimato delle persone interessate.
Il COVID non ci ferma, anzi ci sprona a fare ancora di più, perché abbiamo promesso alle nostre mamme, fin dal primo giorno che le abbiamo incontrate, che non le avremmo lasciate sole. E abbiamo donato loro un piccolo aiuto economico per affrontare in serenità le feste. Ci hanno ringraziato e ripagato con queste splendide foto e con le belle parole che seguono: "Ciao a tutti, un grazie speciale ricco d'affetto per tutto il sostegno che state dando alla mia famiglia, specialmente in un momento così difficoltoso che stiamo attraversando, grazie con tutto il cuore ❤️"; "Grazie mille per il vostro aiuto, vi auguriamo buone feste e un abbraccio dalla piccola ❤️ grazie di cuore per tutto"; "Mi sono commossa"; "Siete unici"; "Vabbè siete meravigliosi. Grazie infinite di cuore per la generosità ❤️un abbraccio a tutti voi"; "Grazie un abbraccio anche a voi, siete sempre nei miei pensieri e preghiere"; Ciao❤️, grazie mille per tutto".
In sei anni abbiamo assistito 161 mamme e sono nati 123 bambini. Tutto questo è stato possibile grazie anche alla Curia Arcivescovile di Cagliari che ogni hanno ci sostiene con i fondi 8x1000 alla Chiesa Cattolica. Grazie di cuore a monsignor Baturi e a tutta la Diocesi per la loro generosità.
5 x 1000 al CAV Uno di Noi!
Nel 2019 abbiamo assistito 34 mamme e, grazie ai nostri progetti di aiuto, sono nati 25 bambini (alcuni in braccio alle nostre volontarie).
Oggi, seppur a distanza, stiamo continuando a sostenere le nostre mamme con i progetti di aiuto, e molto presto torneremo ad accoglierle in sicurezza presso la nostra sede.
Aiutaci col cinque per mille a fare felici tante mamme in difficoltà. Riporta il nostro codice fiscale 92223540920 sullo spazio riservato nel modello IRPEF, non ti costa nulla!
Francesca, sposata, mamma di una bambina di 2 anni e mezzo. Entrambi portatori di talassemia, entrate molto modeste, affitto da pagare e totale incertezza a causa della pandemia di Covid-19. Il certificato per l'IVG è già pronto, ma dall'ospedale ci chiedono di incontrarla, perché la scelta di Francesca non convince! Nei suoi occhi si vede che ama questo bambino.
Il primo colloquio è sempre molto complicato, a maggior ragione se puoi farlo solo per telefono, ma la nostra operatrice grazie alla sue esperienza e all'ascolto attento comprende le cause e formula prontamente una proposta di aiuto concreto fatto di aiuti economici, buoni spesa, pannolini, attrezzature e babysitter.
Francesca è incredula, chiede se si tratta di uno scherzo. Le parole di Maria Stella l'hanno spiazzata.... ci rifletterà (ha già deciso) e cercherà di convincere il padre. Il giorno dopo ci invia copia del progetto firmata. E' NATA UNA MAMMA!
In piena emergenza Coronavirus il CAV UNO DI NOI non si ferma, e, nel pieno rispetto delle leggi e con tutte le precauzioni, si prende cura delle sue mamme, oggi più che mai in situazioni di difficoltà e di incertezza.
* "Francesca" nome di fantasia
"Dedicata ad adulti e adolescenti, l'iniziativa curata dai volontari del CAV “Uno di Noi” - ha spiegato la presidente Loi - è inserita nel programma “Feminas – Cagliari contro la violenza, promosso dall'Amministrazione comunale in occasione della “Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne”".
Quasi sempre sono le mamme a scriverci per esprimerci gioia e gratitudine per il nostro "piccolo grande" aiuto, ma questa volta si tratta di un papà. Vogliamo condividere con voi questa bella lettera. Chi scrive è Angelo, appena
diventato papà di una bambina.
"Cara Maristella, Giada è nata! Ho letto un messaggio che hai mandato a Serena in cui le dici di non aver fatto molto. Ti sbagli! La cosa più importante che ci hai dato è stata la spinta morale per accettare l'arrivo di Giada anche se
adesso mi sembra incredibile. Siamo stati sul punto di interrompere la gravidanza. Lavoro poco o niente, entrate scarsissime, altri due figli di cui occuparsi e il rischio concreto di dovere lasciare la casa ci hanno fatto pensare
a Giada come un problema insormontabile. E invece eccola qui! Incontrare te, che hai avuto fiducia in lei e nella vita, ci ha dato quella spinta che ci serviva a mettere da parte tutti i problemi e accoglierla con gioia, come una grande
risorsa. Non aspettavamo altro, mai avrei creduto di pensare a un aborto e adesso mi sembra assurdo averlo pensato.
Ci avete poi sostenuto economicamente e anche questo ci ha aiutato. Questo aiuto è arrivato nel momento più giusto visto che abbiamo perso improvvisamente tutti i sostegni dello stato a causa dell'entrata in vigore
del reddito di cittadinanza. Noi ne siamo esclusi per una assurdità burocratica e contemporaneamente abbiamo perso la possibilità di usufruire del REI a cui abbiamo diritto. Non so come ringraziare te e la vostra associazione.
Speriamo sempre di potere restituire il bene che ci avete fatto a qualche altra persona in difficoltà. Verrà il momento. Ciao, Angelo"
Un pomeriggio come tanti, il cellulare squilla, è una chiamata dal Centro di Aiuto alla Vita: “abbiamo ricevuto una telefonata urgente dall’ospedale (*), c’è una ragazza che vorrebbe sapere cosa possiamo fare per lei. Te la senti di parlarci tu?”
Mi reco al reparto di ostetricia e ginecologia.
Lì incontro Eleonora. E’ bella, giovane, dagli occhi profondi ma spenti. Ha la cannula nel braccio perché ha già fatto la pre-ospedalizzazione e di lì a qualche ora entrerà in sala operatoria per l’intervento di interruzione volontaria della gravidanza.
Vicino a sé ha i suoi due bimbi piccoli e Carlo, il padre dei bambini.
Iniziano a raccontarmi di ciò che stanno passando in questo momento della loro vita.
Si sentono soli, troppo giovani per avere un terzo figlio, hanno entrambi circa vent’anni e avevano già faticato ad accettare un secondo bambino… ma per il terzo in arrivo, del tutto inaspettato, come faranno???
Eleonora non ha nemmeno la sua mamma, è stata abbandonata quand’era piccola.
Il suo papà invece c’è, ma a stento riesce a racimolare qualche soldo per tutta la famiglia vendendo saltuariamente frutta e verdura al mercato cittadino e di certo non potrebbe aiutarla con un terzo nipote.
Anche Carlo lavora sporadicamente, in nero, anche perché ha solo la quinta elementare.
Eleonora ha lasciato la scuola a sedici anni e sogna un giorno di poter lavorare, chissà, magari come parrucchiera… così potrebbe mandare avanti la famiglia.
Li ascolto a lungo e osservo i loro visi che, sebbene stanchi e vissuti a causa delle amarezze della vita, tradiscono la loro giovane età. Dico loro che non sono più così soli, che da ora ci siamo noi del CAV a stargli vicino, ma soprattutto che potremmo aiutarli concretamente.
I loro visi iniziano a distendersi, a tratti sono dubbiosi, diffidenti, quasi come se non volessero crederci. Loro, che sono sempre stati abbandonati da tutti e che sono di fatto lasciati a loro stessi intravedono un barlume di speranza per il loro bimbo.
Potranno avere pannolini per il piccolo in arrivo e anche per il fratellino che ne ha ancora bisogno, un corredino, vestitini, un trio, una baby-sitter che la possa aiutare nell’accudimento dei figli e, dopo il parto, Eleonora potrà frequentare un corso professionale di parrucchiera, che rappresenta quello che lei ha sempre sognato di fare, affinché possa così essere indipendente economicamente per poter mandare avanti la famiglia.
Anche se il progetto suscita interesse nei ragazzi, specialmente in Carlo, Eleonora è molto provata e deve riflettere in questo pochissimo tempo.
Li abbraccio di cuore, mi ringraziano e vado via, non sapendo quale sarà la loro decisione.
Il mattino seguente Eleonora mi chiama e mi dice che non ha varcato la porta della sala operatoria, ma vuole varcare quella del CAV per firmare il progetto pensato per lei e dire un grande Sì alla Vita: anche il suo terzo bimbo nascerà!
Veronica
operatrice CAV Uno di Noi
* il CAV Uno di Noi è una onlus regolarmente convenzionata con la ASL 8 di Cagliari.
Un doveroso ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questa bellissima serata. A don Simone, parroco di San Paolo che ci ha concesso il teatro, a Susanna Mallei che ha diretto il coro, ai bambini (e ai loro genitori!) che si sono impegnati molto spinti dalla voglia di aiutare il Centro di Aiuto alla Vita, a Maria Antonietta Ventre, all'Associazione Nonosoloavvocati onlus, alla scuola di danza "La piccola stella" di Elena Conti, ai ballerini Sara Stangherlin e Francesco Muroni, a Mauro Lallai che ha curato gli aspetti tecnici e a tutto il numeroso pubblico in sala!
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