Cinque per mille 2025

Dal 2014 ad oggi il CAV Uno di Noi ha fatto nascere 176 bambini! Con il tuo 5×1000 puoi aiutare le mamme che incontriamo in ospedale che spesso per ragioni economiche e di solitudine si sentono costrette ad abortire. Noi volontari del Centro di Aiuto alla Vita offriamo loro un’alternativa: un progetto di aiuto concreto, la nostra amicizia, e soprattutto la gioia di aver potuto scegliere la vita e abbracciare il loro bimbo. Il CAV Uno di noi è un ente del terzo settore iscritto al RUNTS (CF 92223540920)

Il premio “Giacomello” vinto dal CAV Uno di Noi!✌️

Il 39° Premio Nazionale “Gigliola Giacomello”, dell’importo di 500 euro, è stato assegnato a una nostra mamma!!!

La giuria, infatti, è stata colpita e commossa dalla situazione particolare e dalla eccezionale forza di volontà di questa donna, madre di tre figli, che ha affrontato numerose difficoltà economiche e familiari, ma con grande coraggio ha scelto di accogliere e dare alla luce una nuova vita.

Ringraziamo di cuore il Centro di Aiuto alla Vita di Lonigo per la loro bellissima iniziativa e per aver scelto una nostra mamma.

STORIA DI ELEONORA

Sono Mariella, volontaria e operatrice Uno di Noi e ho una bellissima storia da raccontarvi! Questa mattina ho ricevuto Eleonora* in associazione come negli ultimi 18 mesi per consegnarle gli aiuti previsti nel suo progetto. Un progetto scritto per lei, per appianare e cercare di risolvere alcuni dei problemi che le impedivano in quel momento di portare avanti la gravidanza. Ad Eleonora abbiamo proposto aiuti economici, pannolini, attrezzature e corredino e babysitter  per alcuni mesi dopo il parto. Abbiamo chiacchierato, l’ho vista serena e felice, sicuramente diversa rispetto a quando ci siamo conosciute e ci  siamo abbracciate  felici.Questa la sua testimonianza.

Un giorno mi sono svegliata con una strana sensazione, sapevo già dentro di me cosa fosse, fatto il test di gravidanza ed è subito risultato positivo, ed in quel momento “PANICO”!! Avendo già tre bambine a casa di cui due ancora piccoline, entrambi lavoratori, presa dal panico mi reco al consultorio vicino a casa, per chiedere informazioni per un interruzione di gravidanza, trovo un ostetrica a cui spiego la situazione e ha capito che avevo bisogno di parlare, di capire… così chiama l’associazione del CAV Uno di Noi, mi manda subito nella loro sede, dove ho trovato ascolto, comprensione e soprattutto non una, ma dieci mani pronte ad aiutarmi sotto tanti aspetti, sono successe tante cose durante il nostro percorso insieme, ma non ho mai smesso di trovare amore, ascolto e comprensione, ciò che davvero ha fatto la differenza, spero che altre mamme come me abbiano la fortuna di trovare degli angeli così nel loro percorso qualora avessero bisogno di loro.

*Nome di fantasia

Feminas – Cagliari contro la violenza

Nell’incontro dello scorso 5 maggio del calendario “Feminas – Cagliari contro la violenza”, attraverso il racconto di tre storie di donne che hanno subito violenza, è emerso che il nostro CAV ha un ruolo molto importante in difesa della dignità della donna. Il CAV, grazie ai suoi volontari, opera affinché la donna non sia sola quando deve fare scelte importanti nella sua vita e affinché sia sempre libera di scegliere e non condizionata da minacce, percosse, ricatti, giudizi che la umiliano e la costringono talvolta, suo malgrado, a scegliere contro la sua volontà. Ringraziamo il Comune di Cagliari, l’assessore alle pari opportunità Marina Adamo, il presidente del consiglio comunale Edoardo Tocco, la presidente della commissione pari opportunità Stefania Loi e la dottoressa Caterina Tronci del SS Trinità per i loro interventi e per il loro invito e incoraggiamento a continuare su questa strada.

Il sostegno al CAV della Chiesa Cattolica

In sei anni abbiamo assistito 161 mamme e sono nati 123 bambini. Tutto questo è stato possibile grazie anche alla Curia Arcivescovile di Cagliari che ogni hanno ci sostiene con i fondi 8×1000 alla Chiesa Cattolica. Grazie di cuore a monsignor Baturi e a tutta la Diocesi per la loro generosità.

I ringraziamenti delle mamme

Il COVID non ci ferma, anzi ci sprona a fare ancora di più, perché abbiamo promesso alle nostre mamme, fin dal primo giorno che le abbiamo incontrate, che non le avremmo lasciate sole. E abbiamo donato loro un piccolo aiuto economico per affrontare in serenità le feste. Ci hanno ringraziato e ripagato con queste splendide foto e con le belle parole che seguono: “Ciao a tutti, un grazie speciale ricco d’affetto per tutto il sostegno che state dando alla mia famiglia, specialmente in un momento così difficoltoso che stiamo attraversando, grazie con tutto il cuore ❤️”; “Grazie mille per il vostro aiuto, vi auguriamo buone feste e un abbraccio dalla piccola ❤️ grazie di cuore per tutto”; “Mi sono commossa”; “Siete unici”; “Vabbè siete meravigliosi. Grazie infinite di cuore per la generosità ❤️un abbraccio a tutti voi”; “Grazie un abbraccio anche a voi, siete sempre nei miei pensieri e preghiere”; Ciao❤️, grazie mille per tutto”.

Il coraggio di Francesca ai tempi del Coronavirus

Francesca, sposata, mamma di una bambina di 2 anni e mezzo. Entrambi portatori di talassemia, entrate molto modeste, affitto da pagare e totale incertezza a causa della pandemia di Covid-19. Il certificato per l’IVG è già pronto, ma dall’ospedale ci chiedono di incontrarla, perché la scelta di Francesca non convince! Nei suoi occhi si vede che ama questo bambino.

Il primo colloquio è sempre molto complicato, a maggior ragione se puoi farlo solo per telefono, ma la nostra operatrice grazie alla sue esperienza e all’ascolto attento comprende le cause e formula prontamente una proposta di aiuto concreto fatto di aiuti economici, buoni spesa, pannolini, attrezzature e babysitter.Francesca è incredula, chiede se si tratta di uno scherzo. Le parole di Maria Stella l’hanno spiazzata…. ci rifletterà (ha già deciso) e cercherà di convincere il padre. Il giorno dopo ci invia copia del progetto firmata. E’ NATA UNA MAMMA!

In piena emergenza Coronavirus il CAV UNO DI NOI non si ferma, e, nel pieno rispetto delle leggi e con tutte le precauzioni, si prende cura delle sue mamme, oggi più che mai in situazioni di difficoltà e di incertezza.

* “Francesca” nome di fantasia

La gioia di un papà

Quasi sempre sono le mamme a scriverci per esprimerci gioia e gratitudine per il nostro “piccolo grande” aiuto, ma questa volta si tratta di un papà. Vogliamo condividere con voi questa bella lettera. Chi scrive è Angelo, appena diventato papà di una bambina.

“Cara Maristella, Giada è nata! Ho letto un messaggio che hai mandato a Serena in cui le dici di non aver fatto molto. Ti sbagli! La cosa più importante che ci hai dato è stata la spinta morale per accettare l’arrivo di Giada anche se adesso mi sembra incredibile. Siamo stati sul punto di interrompere la gravidanza. Lavoro poco o niente, entrate scarsissime, altri due figli di cui occuparsi e il rischio concreto di dovere lasciare la casa ci hanno fatto pensare a Giada come un problema insormontabile. E invece eccola qui! Incontrare te, che hai avuto fiducia in lei e nella vita, ci ha dato quella spinta che ci serviva a mettere da parte tutti i problemi e accoglierla con gioia, come una grande risorsa. Non aspettavamo altro, mai avrei creduto di pensare a un aborto e adesso mi sembra assurdo averlo pensato.

Ci avete poi sostenuto economicamente e anche questo ci ha aiutato. Questo aiuto è arrivato nel momento più giusto visto che abbiamo perso improvvisamente tutti i sostegni dello stato a causa dell’entrata in vigore del reddito di cittadinanza. Noi ne siamo esclusi per una assurdità burocratica e contemporaneamente abbiamo perso la possibilità di usufruire del REI a cui abbiamo diritto. Non so come ringraziare te e la vostra associazione.

Speriamo sempre di potere restituire il bene che ci avete fatto a qualche altra persona in difficoltà. Verrà il momento. Ciao, Angelo”

Storia di Eleonora

Un pomeriggio come tanti, il cellulare squilla, è una chiamata dal Centro di Aiuto alla Vita: “abbiamo ricevuto una telefonata urgente dall’ospedale (*), c’è una ragazza che vorrebbe sapere cosa possiamo fare per lei. Te la senti di parlarci tu?”Mi reco al reparto di ostetricia e ginecologia.Lì incontro Eleonora.

E’ bella, giovane, dagli occhi profondi ma spenti. Ha la cannula nel braccio perché ha già fatto la pre-ospedalizzazione e di lì a qualche ora entrerà in sala operatoria per l’intervento di interruzione volontaria della gravidanza.Vicino a sé ha i suoi due bimbi piccoli e Carlo, il padre dei bambini.Iniziano a raccontarmi di ciò che stanno passando in questo momento della loro vita.

Si sentono soli, troppo giovani per avere un terzo figlio, hanno entrambi circa vent’anni e avevano già faticato ad accettare un secondo bambino… ma per il terzo in arrivo, del tutto inaspettato, come faranno???

Eleonora non ha nemmeno la sua mamma, è stata abbandonata quand’era piccola.Il suo papà invece c’è, ma a stento riesce a racimolare qualche soldo per tutta la famiglia vendendo saltuariamente frutta e verdura al mercato cittadino e di certo non potrebbe aiutarla con un terzo nipote.

Anche Carlo lavora sporadicamente, in nero, anche perché ha solo la quinta elementare.Eleonora ha lasciato la scuola a sedici anni e sogna un giorno di poter lavorare, chissà, magari come parrucchiera… così potrebbe mandare avanti la famiglia.Li ascolto a lungo e osservo i loro visi che, sebbene stanchi e vissuti a causa delle amarezze della vita, tradiscono la loro giovane età. Dico loro che non sono più così soli, che da ora ci siamo noi del CAV a stargli vicino, ma soprattutto che potremmo aiutarli concretamente.I loro visi iniziano a distendersi, a tratti sono dubbiosi, diffidenti, quasi come se non volessero crederci. Loro, che sono sempre stati abbandonati da tutti e che sono di fatto lasciati a loro stessi intravedono un barlume di speranza per il loro bimbo.

Potranno avere pannolini per il piccolo in arrivo e anche per il fratellino che ne ha ancora bisogno, un corredino, vestitini, un trio, una baby-sitter che la possa aiutare nell’accudimento dei figli e, dopo il parto, Eleonora potrà frequentare un corso professionale di parrucchiera, che rappresenta quello che lei ha sempre sognato di fare, affinché possa così essere indipendente economicamente per poter mandare avanti la famiglia.

Anche se il progetto suscita interesse nei ragazzi, specialmente in Carlo, Eleonora è molto provata e deve riflettere in questo pochissimo tempo.Li abbraccio di cuore, mi ringraziano e vado via, non sapendo quale sarà la loro decisione.Il mattino seguente Eleonora mi chiama e mi dice che non ha varcato la porta della sala operatoria, ma vuole varcare quella del CAV per firmare il progetto pensato per lei e dire un grande Sì alla Vita: anche il suo terzo bimbo nascerà!

Veronicaoperatrice CAV Uno di Noi

il CAV Uno di Noi è una onlus regolarmente convenzionata con la ASL 8 di Cagliari.

Storia di Serena

Una madre qualunque*.

Una madre qualunque rischia tutto per i suoi figli, di fronte alle difficoltà e perfino di fronte alla morte.Una mattina in ospedale ho incontrato una donna, la sua storia è quella di una madre qualunque: da anni seguita dai servizi sociali, perché Serena non è mai stata ricca, e nemmeno benestante. Una vita di combattimenti fin da principio: infanzia troppo breve, i genitori si separano presto, studia fino alla licenza media nel suo paesino del Campidano – terra sarda di gente semplice – e poi inizia a lavorare. La prima giovinezza vola veloce dietro ai sogni e all’amore della sua vita, che è il volto concreto di un uomo, un padre per i suoi tre figli.Ma un giorno lui le crolla davanti agli occhi e da quel giorno non si riprende più. Lui ha amato i figli, e con allegria li portava in giro, alle giostre, a divertirsi, e a volte spendeva più di quello che aveva. Lui gran lavoratore, bottega da pagare. Lui lotta, ma muore.Una madre qualunque si rimbocca le maniche e mantiene da sola i bambini. Lavori comunali, lavori che spaccano la schiena. Ma la famiglia piano piano si fa forza e i figli se ne fanno una ragione: si abituano che papà è in cielo e che mamma è sola.Una mamma di poche parole, con lo sguardo Serena ascolta e parla. Una madre sola, di trentacinque anni con tre figli. Serena conosce un uomo, lui la corteggia, escono assieme.

Serena ha ereditato: ha ereditato debiti e conti che non tornano, accetta ogni lavoretto in più, anche quelli “in nero” e lavora a più non posso: lava case, accudisce vecchiette, lava pentole e pentoloni, non importa se la sfruttano, senza diritti per pochi soldi. Una madre qualunque lavora fino a notte per mantenere i figli. Finisce che vendono la bottega, vivono in due stanze, in casa d’altri e con altri. I bambini stretti nel lettone. Niente giubbotti in inverno, ci si scalda con la felpa.Quando scopre la gravidanza Serena non pensa a se stessa: pensa che non saprà come fare, che non ha cibo per i figli già nati, non ha culla, non sa cosa dire ai ragazzini e “come la prenderanno”, non ha un vero uomo che le dica: “ti aiuto io”. Sua madre è la prima a dirle di abortire.Va in ospedale per le visite, ci va anche il giorno programmato per l’aborto, ma…scappa via. Serena scappa perché è una madre qualunque, una che si può inventare come difendere i suoi figli, e li difende tutti.

Torna a casa, e con poche parole dice: “voi siete nati, anche questo bambino nascerà”.Sono mesi sempre più duri, sembra una lotta impari: dimagrisce anziché ingrassare, i medici iniziano a rimproverare. Lei non aveva pensato a se stessa, non si era accorta che il quarto cesareo la può uccidere, la chiamano egoista e irresponsabile. Una madre qualunque sopporta le offese per amore dei figli.I mesi passano: persino coliche renali, fame…e i figli che tutto a un tratto crescono e capiscono che mamma non può più fare i lavori domestici da sola. Bisogna lasciar stare le pentole pesanti, la vecchietta da lavare… perché una madre qualunque sa che in gravidanza bisogna accudire, e l’utero non si deve rompere… per il bene non di uno, ma di quattro.Arriva il giorno del parto, Serena lo affronta e come una madre qualunque ha paura…Il suo utero ha una parete sottile, il medico le dice che appena la lama ha reciso la cute, li sotto c’era la culla del bambino, culla fragile ma rimasta intatta a sufficienza, come solo una Madre speciale, non una qualunque, può proteggere.Serena guarda la bambina come una madre qualunque, e tuttora il suo sguardo d’amore riempie la casa: la casa in affitto in cui si è riconquistata la sua vita familiare senza estranei, dove lei ha imparato a stare sola per non essere ingenua.

La casa dove i suoi figli sono diventati generosi, dove le piccole grida della neonata si perdono tra le urla degli adolescenti, con le lezioni di scuola da ripetere, con la gioia di mangiare assieme, con le preoccupazioni, …la casa di una madre qualunque, che vi ho raccontato perché ogni giorno fa cose straordinarie. Maria Stella

La storia di Serena ha vinto il premio “Donna al traguardo dell’anno 2014” dell’associazione onlus Donne al traguardo. “Serena” è un nome di fantasia.

Il CAV per Serena ha realizzato questo progetto personalizzato di aiuto:

  • risoluzione del problema alloggio e il trasferimento di Serena e i suoi figli in un appartamento adeguato alle esigenze della loro famiglia, da soli;
  • acquisto di farmaci e integratori durante la gravidanza;
  • attivazione banco alimentare;
  • aiuto nel disbrigo di alcune pratiche amministrative (social card, accompagnamento in ospedale per visite e per la registrazione anagrafica della neonata, assegno di maternità, cambio del medico, inserimento asilo privato con convenzione comunale);
  • per i figli più grandi di Serena: aiuto scolastico e inserimento in adeguato ambiente giovanile nel nuovo quartiere; da quando sono stato seguiti dal CAV, hanno ottenuto la promozione scolastica e vengono motivati per proseguire gli studi fino al diploma di scuola superiore;pagamento bollette e spesa alimentare durante la gravidanza, da quando Serena è stata inserita in “gravidanza a rischio” e non ha potuto più lavorare;
  • assistenza medica a domicilio per medicazioni cordone ombelicale e puerpera;
  • culla, trio e comò fasciatoio;
  • forniture latte in polvere e pannolini fino a due anni della piccola;
  • un lavoro di pulizie per circa sei mesi e ottenimento di un lavoro come colf.